Petizione: https://chng.it/JMccnKThKs
1. Cos’è e a cosa serve l’Intelligenza Artificiale in breve.
2. I risvolti positivi dell’Intelligenza Artificiale.
3. La rivoluzione negativa dell’Intelligenza Artificiale.
4. La speculazione dell’industria editoriale.
5. La nuova frontiera della povertà intellettuale.
6. Come distinguere un libro scritto dall’AI?
7. Appello ad Amazon e ai portali editoriali.
8. Appello ai giornalisti nazionali e UE.
9. Petizione contro l’Intelligenza Artificiale, raccolta firme al ministro della cultura e alla UE.
Punto 1: Cos’è e a cosa serve l’Intelligenza Artificiale in breve.
Grazie alla tecnologia moderna possiamo usufruire di un sistema che permette di velocizzare moltissimo il lavoro, si chiama Intelligenza Artificiale. Essa permette di generare contenuti testuali e multimediali (foto e altro) per mezzo di pochissimi informazioni ricevute. Per esempio, se volessimo scrivere un saggio, cioè un libro che spiega qualcosa, non un romanzo, come un ricettario di cucina, o un manuale sul colore, basta fornire all’Intelligenza Artificiale il titolo del libro che vogliamo scrivere e una breve descrizione, l’Intelligenza Artificiale scriverà tutto il libro per noi!
Punto 2: I risvolti positivi dell’Intelligenza Artificiale.
Il risparmio di tempo che ci concede l’Intelligenza Artificiale, ci permette di dedicarci ad altri aspetti del progetto su cui stiamo lavorando, inoltre possiamo aumentare la produzione del nostro business. La nuova frontiera tecnologica è quindi molto utile e non va abbandonata, ma perfezionata e studiata.
Punto 3: La rivoluzione negativa dell’Intelligenza Artificiale.
L’Intelligenza Artificiale raccoglie i contenuti trafugando nella montagna di informazioni che trova nel web. Si sa che molti siti internet non hanno contenuti di valore, a volte sono scritti copiando e incollando contenuti presi da altri siti, o da libri senza fonti bibliografiche, in certi casi prodotti con l’AI stessa.
In passato, prima dell’AI, e prima ancora dell’avvento dell’industria editoriale, l’autore di un libro scriveva tutto grazie alla propria esperienza diretta e il proprio vissuto emozionale, sennonché alla personale attitudine alla vita. Avete mai confrontato un libro scritto 100 anni fa, con un libro dei giorni nostri? I libri antichi e quelli di almeno 30 anni fa, sono pregni di cultura e passione, arricchiscono per mezzo di spiegazioni empiriche, che attingono il loro sapere da un sublime bagaglio emozionale dell’autore.
Sono le emozioni che rendono profonde le esperienze, e l’AI non ha vissuto nulla, ha solo raccolto parole dal web e le ha messe insieme intelligentemente.
Punto 4: La speculazione dell’industria editoriale.
Il problema di fondo non è l’AI, ma la speculazione editoriale di alcune case editrici, che da anni sta pubblicando libri ridicoli in Amazon. Questi libretti appaiono con copertine molto accattivanti, generate con l’AI, e i contenuti sono frutto di un trafugare di argomenti trattati nel web, e poi vomitati in un prodotto editoriale che chiamiamo Libro, di cui gli “pseudo autori” ne vanno fieri, ostentando una conoscenza mai vissuta.
Molteplici case editrici di tutto il mondo, Italia compresa, raccolgono importanti guadagni dalla pubblicazione continua di libri fake, frutto di uno scopiazzamento di titoli di libri di maggior successo in Amazon Libri, o peggio ancora, rubano i contenuti di siti internet per poi pubblicarli su un nuovo libro, tutto riscritto dall’AI, la quale cambia qualche aggettivo.
Punto 5: La nuova frontiera della povertà intellettuale.
Qual’è il risultato di tutto questo? Avete notato come sono scritti gli articoli nei siti internet negli ultimi anni? Nonostante siano ricchi di testo, sono diventati poveri e inutili. Purtroppo in questo caso non si tratta del solito allarme su ciò che potrà accadere, ma su ciò che già sta accadendo.
La prospettiva è un nuovo mondo impoverito di cultura e di esperienze dirette sul mondo reale; l’atteggiamento delle persone verso l’informazione diventerà sempre più disinteressato; i nostri figli studieranno da libri poveri di emozioni e di esperienze reali sul campo.
Punto 6: Come distinguere un libro scritto dall’AI?
Un libro serio deve avere una sezione dedicata alle fonti bibliografiche, cioè ogni informazione scritta nel libro deve citare l’autore e l’opera letteraria. Va da se che la restante parte del libro che non ha fonti bibliografiche, è puro frutto di esperienza diretta dell’autore, se scopriamo che questa parte viene ricopiata dall’AI, allora si può far causa allo pseudo-autore che l’ha ricopiata, sempre se il vero autore ha brevettando il contenuto.
Attenzione quindi a ciò che scriviamo nel nostro sito internet, in quanto verrà ricopiato da altri autori, che non per forza utilizzano AI; quindi questa operazione di copia e incolla dei contenuti veniva eseguita già prima dell’AI, solo che oggi, grazie a questa nuova tecnologia, ne è stata creata una vera e propria industria di scopiazzamento!
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